Diritti di autore, cosa si rischia?

In base alla legge qualunque immagine, musica, film, testo, rappresentazione o altro tipo di prodotto trasmesso con internet, radio, televisione, mostrato a teatro, negli stadi o pubblicato in qualsiasi modo è coperto da diritti di autore.
In sostanza la creatività di una o più persone che mostrano e pubblicano qualcosa è tutelata.

I diritti di autore esistono anche in assenza di qualsiasi nota o rivendicazione da parte di chi pubblica.
Al contrario, chi pubblica deve possedere una licenza specifica da parte di chi ha creato l’opera.

 


La legge sulla pubblicazione di contenuti in molti Paesi mondiali è molto severa.
Chiunque pubblica immagini, musica, video, testi, ecc. senza una rielaborazione che trasforma il contenuto e lo rende originale, viola il copyright e può ricevere una sanzione.

I regolamenti tra le nazioni mondiali più importanti sono leggermente diversi e hanno metodi di applicazione differenti rendendo complicato capire dove sono i limiti.

In Italia la procedura della contestazione del copyright prevede che un organismo autorizzato avvia un’istruttoria quando riceve una segnalazione.

 


Se l’istruttoria accerta che c’è violazione dei diritti di autore, il colpevole ha generalmente tempo circa 1 mese per rimuovere la pubblicazione.
Altrimenti scatta la rimozione forzata e la richiesta di risarcimento del danno.
In alcune nazioni però questo preavviso non viene inviato e scatta immediatamente la richiesta del risarcimento, qualcuno paga, altri invece si rivolgono a un legale.

YouTube di Google per prevenire contestazioni ha impostato un sistema di controllo automatico dei filmati.
Sono controllati sia i video caricati sulla piattaforma, sia quelli trasmessi in streaming.

Quando sono riscontrate delle violazioni Google può agire con due diverse soluzioni a seconda di quanto deciso dall’autore dell’opera.
Bloccare la trasmissione, o inserire degli annunci i cui proventi saranno versati al titolare del copyright.

In alcuni stati come l’Italia è vietato scaricare filmati e musica, ma non è sempre proibito utilizzare il metodo dello streaming, se chi diffonde la trasmissione lo fa senza fini di lucro.
Lo streaming infatti non salva l’opera sul tuo disco, ma ti permette di vedere il film o l’evento con la trasmissione diretta.

La Corte di Giustizia europea già nel 2017 ha però dichiarato che il copyright è violato non solo scaricando un filmato, anche lo streaming è una violazione.
Non tutte le nazioni europee hanno recepito, almeno per ora, questa raccomandazione.
Quindi chi guarda contenuti ed è consapevole che chi trasmette non paga il copyright lo fa a suo rischio e pericolo.

Chiunque offre la possibilità di diffondere attraverso portali peer-to-peer musica, filmati, programmi di computer, ecc. senza il permesso da parte dei titolari del copyright commette un illecito.

In alcune nazioni, come Germania e Svizzera, è nata un’attività fiorente per i rappresentati legali di case cinematografiche e discografiche.
Negli ultimi anni hanno completamente automatizzato un sistema di controllo che ha emesso molte richieste di risarcimento a carico degli utenti.
Il sistema automatico individua chi pratica il file-sharing, cioè il trasferimento diretto di file tra utenti peer-to-peer.

In Germania, quando si riceve un richiamo di illecito è consigliabile rivolgersi ad un avvocato per verificare cosa si deve fare, le somme richieste possono essere molto alte.
Per esempio, circa 200 euro per una sola canzone o fino a 3000 euro per un album intero.
Milioni di tedeschi ogni anno ricevono una lettera di richiesta risarcimento.

Attraverso il proprio indirizzo IP e il proprio Service Provider è possibile essere rintracciati.
I Service Provider non possono rifiutarsi di comunicare i dati perché altrimenti sarebbero coinvolti nell’azione illecita.

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